Venerdì 21/02 alle ore 21:00 saremo Merano, per un incontro che farà il Punto della situazione generale.

Sabato 22/02 saremo poi a Lendinara (Rovigo), in Piazza Risorgimento, alle ore 11:00 circa, al PRIMO GAZEBO IN PIAZZA DEL PVU.

Nelle due occasioni ribadiremo quali siano le vere cause dei tanti problemi Italiani e Mondiali e di quanto servirebbe diventare numerosi al mille per cento rispetto quello che già non siamo.

Ribadiremo soprattutto la volontà di promuovere il NO al prossimo referendum del 29 marzo! Riportiamo di seguito gli 11 buoni motivi per votare NO (trovo superflui gli ultimi due che ho trovato nel bel post che hanno fatto altri). Ovvero:

1- Oggi siamo 20 milioni in più rispetto al 1948 e, con il taglio voluto dal M5Stelle e da tutti i vertici che lo hanno votato, quasi dimezziamo il numero dei parlamentari stabiliti dai Padri Costituenti.
2- La politica finirà per essere gestita da un’oligarchia (molto più di adesso… che è già una pena). Le decisioni al Senato verranno adottate da “mini” commissioni di 10 Senatori che potranno deliberare con una maggioranza di soli 4 Senatori.
3- Con un Senato ridotto a 200 componenti, le liste che vedranno attribuirsi i seggi saranno solo quelle più votate (sopra il 15% circa dei voti), lasciando parecchie liste fuori da Palazzo Madama.
4- Gli italiani eleggeranno sul territorio nazionale solo 392 deputati e 196 senatori.
5- I governi saranno sempre più spesso sostenuti grazie ai voti necessari dei Senatori a vita (e dalle potenti lobby che si sono prese acqua, energia, strade, Ferrovie, salute pubblica Etc).
6- Il voto di fiducia sarà approvato a maggioranza relativa. La fiducia potrà essere votata da un numero talmente ridotto da essere assimilabile a quello di un condominio delle grandi città.
7- Con la riduzione dei parlamentari basterà in prima lettura il voto di pochi deputati e senatori per cambiare la Costituzione. La nostra Costituzione sarà alla merce’ di un gruppo oligarchico gestito dalle segreterie di partito.
8- L’Italia sarà il Paese europeo col minor numero di rappresentanti. Il popolo italiano sarà seriamente sotto rappresentato all’interno delle Istituzioni parlamentari.
9- La riduzione dei collegi compromette l’omogeneità della popolazione elettorale e riduce la rappresentatività delle minoranze linguistiche. Inoltre, aumenta la discrezionalità nel disegno dei nuovi perimetri dei collegi, che potrebbe sfavorire il diritto di rappresentanza delle coalizioni minori.
10- L’elevata spesa parlamentare italiana non dipende dal numero dei Parlamentari, ma dal costo dei dipendenti che lavorano in Parlamento, molto più alto di quello degli altri Paesi.
11- Il taglia-poltrone anziché allineare il numero di parlamentari italiani a quello del resto d’Europa, ne aggrava lo squilibrio. Con la riforma l’Italia precipita al 27° posto nella classifica relativa al numero di parlamentari eletti ogni 100.000 abitanti, in penultima posizione prima della Germania.

Maurizio Sarlo Segretario Nazionale PVU